Laser-chirurgia in ginecologia

Il laser CO2 è un raggio luminoso che può essere concentrato in diametri ridottissimi ed utilizzato a scopo chirurgico per interventi di alta precisione.

Cos’è

Il laser CO2 è un raggio luminoso che può essere concentrato in diametri ridottissimi ed utilizzato a scopo chirurgico per interventi di alta precisione. In ginecologia viene collegato al colposcopio, strumento che consente di visualizzare ingrandita l’area da trattare. Il tessuto colpito dal raggio laser viene eliminato istantaneamente evitando il danneggiamento dei tessuti attigui e consentendo quindi una guarigione rapida e completa, con rischi minimi di retrazioni e cicatrici. E’ possibile utilizzare il raggio laser per distruggere il tessuto (vaporizzazione) o per asportarlo al fine di una valutazione microscopica. Per quanto riguarda il collo dell’utero, possono essere eseguiti entrambi i trattamenti (vaporizzazione o conizzazione); sulle pareti vaginali e sulla vulva si esegue invece la sola vaporizzazione. La scelta del tipo di intervento sul collo uterino (vaporizzazione o conizzazione) è di competenza dell’operatore che esegue l’intervento, in base alle caratteristiche colposcopiche ed anatomiche riscontrate e degli accertamenti portati in visione.

Come viene eseguito l’intervento?

L’intervento viene eseguito in anestesia locale (solo un caso su 10-15 richiede l’anestesia generale), sia per patologie del collo uterino che vulvo-vaginali. Aree limitate delle pareti vaginali non richiedono anestesia. Per il collo dell’utero viene iniettata, assieme all’anestetico, una piccola quantità di adrenalina, un vasocostrittore per ridurre il rischio di sanguinamento. L’ eventuale percezione dolorosa può differire a seconda dell’area trattata. Per il collo dell’utero è quasi sempre assente; solo in un caso su dieci si può percepire una lieve sensazione dolorosa simil-mestruale; raramente (4% dei casi) il dolore può risultare più intenso. Sulla vulva la sintomatologia dolorosa è limitata al momento dell’iniezione dell’anestetico locale.

Effetti indesiderati e complicazioni

L’intervento proposto può, in qualche caso, essere accompagnato o seguito da disturbi o complicazioni. Per trattamenti sul collo dell’utero (vaporizzazione o conizzazione), la complicanza più frequente è rappresentata dal sanguinamento (3-5 % dei casi, una volta su 20-30 trattamenti). In genere si presenta già durante l’intervento e viene risolto con la coagulazione del tessuto o, più di rado, con punti di sutura.
Con minore frequenza (1,5% dei casi, una volta ogni 70-80 trattamenti) tale evenienza, può manifestarsi più tardivamente (4-14 giorni dopo l’intervento), quando l’escara (coagulo) sul collo si stacca. In tal caso è necessario il riposo ed una terapia antiemorragica; in caso di mancata remissione o miglioramento può essere necessaria una valutazione diretta presso il Pronto Soccorso del Reparto. Per ridurre il rischio di tale complicanza sono più avanti esposte alcune raccomandazioni a cui attenersi. In particolare va evitato il trasferimento in luoghi ove non è prontamente disponibile un Pronto Soccorso ed una adeguata. assistenza sanitaria. Più di rado possono presentarsi infezioni che si manifestano con perdite siero-ematiche maleodoranti, risolvibili con trattamento antibiotico locale o orale.

Per trattamenti sulla vagina, non sono state finora osservate complicazioni postoperatorie come dolori, emorragie o stenosi (restringimenti) del canale vaginale. Per trattamenti sulla vulva il dolore postoperatorio è quasi sempre modesto e facilmente controllabile con i comuni analgesici; la completa riparazione delle aree trattate avviene nell’arco di circa 2-3 settimane. Raramente si possono verificare infezioni delle aree trattate. Al fine di ridurre al minimo il rischio di complicazioni postoperatorie viene raccomandato di attenersi alle istruzioni più avanti riportate.

Se ancora in età feconda, per gli interventi sul collo dell’utero è importante aver preso ogni precauzione per evitare gravidanze e quindi escludere di essere gravida al momento del trattamento (l’intervento non pregiudica la gravidanza ma è presente un elevato rischio di emorragia durante e dopo l’operazione). Il trattamento sul collo dell’utero con vaporizzazione o conizzazione non modifica l’evoluzione di una successiva gravidanza, non richiede particolari provvedimenti (cerchiaggio profilattico per esempio) e non modifica le possibilità di parto per via naturale (né l’intervento né la patologia trattata richiedono l’esecuzione di un taglio cesareo)

Risultati

Allo stato attuale il laser CO2 è considerato, per patologie del collo dell’utero, uno degli strumenti di terapia più efficaci con percentuali di guarigione a 2 anni del 95% (una recidiva ogni 20 casi trattati). Per patologie vulvari e vaginali è il trattamento più preciso e meglio tollerato, con i più bassi tassi di recidiva (una su 10 casi trattati entro 2 anni dall’intervento). Al fine di evidenziare precocemente la eventuale ricomparsa della patologia, vengono prescritti controlli periodici ravvicinati (ogni 6-mesi) per almeno i primi 2 anni.

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