Pap Test

Grazie a questo semplice ma delicato esame, negli ultimi decenni c’è stata la riduzione di oltre il 70% della mortalità per cancro del collo dell’utero.

Come funziona

Grazie a questo semplice ma delicato esame, negli ultimi decenni c’è stata la riduzione di oltre il 70% della mortalità per cancro del collo dell’utero. Negli ultimi 30 anni si è fatto uno sforzo notevole per uniformare e rendere più comprensibili e aggiornati i risultati, riguardo le novità delle cause del carcinoma della cervice uterina.
Nel 1988 a Bethesda (Maryland, USA) riuniti i studiosi sotto il patrocinio del NATIONAL CANCER INSTITUTE, formularono i concetti:

  • A) Low Sil (CIN 1) lesioni intraepiteliali di basso grado
  • B) High Sil (CIN 3) lesioni intraepiteliali di alto grado

e più recentemente questa classificazione è stata compresa e meglio aggiornata dalle conoscenze della BIOLOGIA dell’HPV o papilloma virus (se ne conosco oltre 160 tipi), che è causa molto spesso di queste stesse lesioni. Già da qualche anno disponiamo di 4 test sempre più sofisticati per determinare il tipo di HPV presente nella paziente, se eventualmente ad alto rischio di trasformazione.
Inoltre la sempre maggiore diffusione del vaccino anti HPV, quello più attuale, diretto verso 9 siero-tipi di papilloma virus e considerato che finalmente sarà disponibile gratuitamente nei giovani adolescenti, dal 2017 anche per i maschi.
Ribadiamo, è importante che la sensibilità può arrivare al max al 80%, cioè ci sono un 20% e più, di falsi negativi. Un contributo alla affidabilità di questo esame è arrivato dalla citologia in FASE LIQUIDA (Thinprep e Scerepath) che permette risultati migliori. Ed inoltre sui campioni prelevati in fase liquida si possono fare i test per determinare la presenza di tipi di HPV ad alto rischio.
Il PAP TEST può risultare quindi negativo per lesioni neoplastiche e/o malignità. Spesso si possono rilevare anche MICRORGANISMI che ci devono indurre a chiarimenti microbiologici o ad una immediata terapia specifica ove si evidenziano sintomi clinici e segni evidenti. Non raramente, in questi ultimi anni, troviamo nelle risposte dei PAP TEST, la sigla (acronimo) cellule ASCUS, e ciò provoca ansia e preoccupazione nelle nostre pazienti. Invece è un reperto che ci deve indurre a fare ricerche più accurate che devono chiarire se c’è un HPV ad alto rischio che ha già prodotto eventuali trasformazioni; ricordiamo però che le cellule ASCUS sono presenti anche in VAGINITI o ATROFIA menopausale. Ricordiamo quindi di non farci prendere dal panico, ma ripetiamo l’esame dopo una terapia (magari per una vaginite concomitante) senza dimenticare che dobbiamo tener presente anche la presenza di HPV.
Ovviamente tutto ciò che è dubbio va risolto con una COLPOSCOPIA e ove necessario è utilissima la BIOPSIA. Nel PAP TEST possono essere visibili cellule ENDOMETRIALI in donne, nella fase post mestruale, però attenzione, se queste sono rinvenute in pazienti che sono invece in POST MENOPAUSA.
Altro quadro da chiarire subito è la presenza di cellule ENDOCERVICALI ATIPICHE (AGC); spesso associate ad altre pericolose patologie.

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